Coloratissimi costumi tipici, allegre musiche e danze popolari e rappresentanze delle principali città dell’Albania e della Kosova che percorrono l’imponente Bulevardi Dëshmorët e Kombit suscitando l’entusiasmo delle due ali di folla assiepate per assistere al magnifico spettacolo. In poche parole, è la sintesi delle quasi tre ore di parata in puro stile americano, ospitate il 28 novembre scorso da una delle vie principali di Tirana per celebrare l’identità e i valori del popolo albanese nel Giorno della Bandiera. La festa nazionale dell’Albania ricorda sia la dichiarazione d’indipendenza dell’Albania dall’Impero ottomano, firmata il 28 novembre 1912 a Valona, che la riconquista di Kruja, strappata al dominio del Sultano dal grande eroe Giorgio Kastriota il 28 novembre 1443, quando sulla fortezza della città sventolò per la prima volta il vessillo rosso con l’aquila nera del liberatore, che ancora oggi è la bandiera nazionale dell’Albania.
Albanesi d’America
A volere la trionfale manifestazione, appena infastidita dall’insistente pioggia, è stato il sindaco di Tirana, Erion Veliaj, che ha chiesto l’aiuto di Marko Kepi, responsabile dell’organizzazione dell’annuale parata degli Albanesi della Diaspora, che riunisce oltre 10mila emigrati negli Stati Uniti per festeggiare la lontana
terra di origine. La collaborazione ha funzionato. Migliaia di cittadini, in rappresentanza delle diverse comunità locali, delle istituzioni comunali della capitale, delle associazioni culturali e sociali, delle scuole, delle società sportive, delle forze dell’ordine, del volontariato, dei vigili del fuoco e della protezione civile, dellasanità e di tante altre articolazioni della società civile hanno sfilato tra le acclamazioni della folla: primo fra tutti, lo stesso sindaco Veliaj, che ha urlato frasi di incoraggiamento per ciascuno dei gruppi che è passato sotto la tribuna d’onore, montata di fronte al Palazzo dei Congressi. È la prima edizione, ha annunciato ilSindaco, di un evento che si ripeterà e nei prossimi anni dovrebbe diventare itinerante, toccando la capitale della Kosova, Prishtina, e altri Paesi dove è forte la presenza degli emigrati albanesi. Una significativa rappresentanza del Comune di Tirana sarà presente anche alla prossima parata di New York, nel giugno del 2024. Un ruolo di grande importanza in questa celebrazione dei valori e della cultura del Paese delle Aquile, lo hanno rivestito le delegazioni estere ospitate. La prima, quella degli Albanesi d’America, è stata rappresentata da poliziotti newyorkesi di origine albanese, orgogliosi di sfilare con l’insegna della “Illyrian Society” del Dipartimento di Polizia della “Grande Mela”, ma anche da un’auto storica del NYPD e da un gruppo di motociclisti che sventolavano bandiere a stelle e strisce assieme a quelle albanesi.
Albanesi d’Italia
Ancora più significativa la presenza delle deputazioni degli “Albanesi d’Italia”, in rappresentanza dei 60 tra Comuni e frazioni del Centro-Sud dello Stivale chefurono fondati o ripopolati – tra il XV e il XVIII secolo – dagli Albanesi che erano costretti a lasciare la Patria dalla graduale invasione turca. Da Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania e Molise, gruppi folkloristici e amministratori comunali hanno testimoniato, con la loro presenza, l’inscindibile legame di sangue che lega le comunità arbëreshë – come si chiamano in lingua originale – con la terra di provenienza. Una connessione che, a cinque secoli e mezzo di
distanza, si traduce nella sopravvivenza della lingua, di costumi, tradizioni, canti e balli albanesi nelle isole etniche d’Italia. Orgogliosi nel loro abbigliamento variopinto, che ricorda molto gli abiti decorati delle varie regioni dell’Albania, gli Arbëreshë hanno ricevuto gli applausi più calorosi dai cittadini di Tirana che, come tutti gli Albanesi, li considerano come i “fratelli” persi da tanto a lungo e, all’improvviso, ritrovati.In linea con l’impegno del Governo albanese che sta cercando di rafforzare le relazioni con questa importante componente della Diaspora, il sindaco Veliaj ha voluto non solo la presenza dei gruppi arbëreshë ma ha lavorato con gli amministratori delle città di provenienza per farli aderireall’unione dei Comuni albanesi.Un passo storico che si è concretizzato con la firma simbolica del patto di adesione da parte di undici Sindaci – in rappresentanza anche degli altri loro colleghi arbëreshë – e di ErionVeliaj, il 22 novembre, sul palco del teatro del Palazzo dei Congressi, alla presenza del Presidente della Repubblica di Albania Bajram Begaj, e del Premier albanese Edi Rama. Ad esprimere la felicità per questa rinascita dei legami storici, il discorso pieno di orgoglio e soddisfazione pronunciato dal rappresentante istituzionale dei sindaci arbëreshë, il primo cittadino di Piana degli Albanesi (PA) Rosario Petta. Tra le iniziative che saranno promosse già nei prossimi mesi, per attuare il patto, gemellaggi, scambi culturali, economici e turistici, visite istituzionali reciproche e manifestazioni comuni tra le quali, come è stato già annunciato il 28 novembre dal sindaco Veliaj, la partecipazione dei gruppi arbëreshë all’edizione 2024 della parata di New York.
