Classe 1981, Fundim Gjepali nasce a Shijak, a circa venti km da Tirana, la capitale dell’Albania. Suo nonno è un proprietario terriero quando la tradizione agricola di famiglia viene interrotta con l’arrivo del Comunismo. L’azienda agricola di famiglia, dove Fundim trascorre la sua infanzia, viene requisita così come ogni proprietà privata in Albania (Fundim Gjepali e suo padre decidono tuttavia di riprendere la tradizione agricola di famiglia e nel 2018 realizzano una bellissima realtà di agriturismo, che diviene nota in breve tempo). Ancora adolescente lascia il suo Paese per trasferirsi in Italia, dove essendo minorenne trova lavoro come aiutante in cucina, come lavapiatti. Arriva così, in punta di piedi, in cucina, in quel mondo dove con passione e talento ha avuto inizio la sua carriera di cuoco. L’Italia è stata il luogo dove è cresciuto professionalmente e ha raggiunto le vette del successo.
Lo chef Fundim Gjepali oggi è uno degli chef più famosi del momento in Italia e in Albania. In Italia, dal 2008, è l’Executive chef (oggi anche uno dei soci) del ristorante “Antico Arco” situato nel cuore di Roma, mentre a Tirana gestisce il “Padam Restaurant & Boutique Hotel”. Lo abbiamo intervistato per
voi a Roma.
Quali esperienze e quali sfide ti hanno condotto fin qui, allo chef di successo che sei oggi?
Dopo aver lasciato l’Albania quando ero ancora adolescente ho potuto vivere delle esperienze uniche, e ho cercato di imparare il più possibile da tutte quelle esperienze. All’inizio, quando arrivai al ristorante Antico Arco, fu per me una grande sfida gestire un locale storico con uno staff piuttosto numeroso. In breve tempo riuscii tuttavia a creare il mio stile in cucina.
Quando hai capito che avresti avuto successo come chef?
Me ne sono reso conto presto, perché lavoravo duro, con tanto impegno e sentivo che stavo percorrendo la strada giusta per me.
C’è qualche piatto albanese che ti ricorda la tua infanzia?
I piatti che mi ricordano la mia infanzia sono diversi. Uno di questi è l’uovo soffritto con yogurt acido, ma adesso lo preparo in una versione moderna: tuorlo d’uovo poché con mousse di yogurt, broccolo romano e tartufo nero. Poi c’è il piccione allo spiedo: il pollo in casseruola lo cuocevamo nel camino di casa nostra. I piatti che mia nonna cucinava fanno parte della mia memoria culinaria, e spesso mi piace proporli ma, soprattutto, rigustarli.
Riesci sempre o quasi sempre a soddisfare i tuoi clienti? Si complimentano spesso con te?
Direi di sì. Spesso i clienti soddisfatti mi fanno i complimenti. Abbiamo una clientela molto ampia, sia locale e nazionale sia internazionale. Di solito vengono a cercare nel nostro ristorante piatti e sapori nuovi, e quindi nuove emozioni per il loro palato.
Ricordi un momento divertente delle esperienze a Palazzo Chigi?
Durante tutta la mia carriera ci sono andato molte volte ed è stato tutto molto istituzionale. Durante tali eventi ho sempre mantenuto un atteggiamento molto rigoroso e serio, tuttavia mi sono anche molto divertito.
Che cosa ispira la tua creatività? Una persona, un luogo, una situazione…?
Sono due le cose che spesso incidono sulla mia creatività: quando ritorno in Albania nella mia città natale, e poi le mie passeggiate romane.
Ti sei formato professionalmente a Roma, ma cosa pensano i romani della tua cucina raffinata?
Io non ho mai cercato di cambiare la tradizione romana, che da noi è conservata anche se talvolta modernizzata, ma sempre con il rispetto che merita. Siamo in una città imperiale come Roma, quindi c’è spazio per nuovi sapori e modernità.
C’è un piatto della tradizione albanese che merita di essere affinato (gourmet) e inserito in un menù del vostro ristorante?
Penso che “tava e dheut” meriti una versione moderna basata sugli ingredienti tradizionali con un impiattamento in stile contemporaneo. Un sogno che avevi da adolescente e che sei riuscito a realizzare. Quando ero adolescente il mio grande sogno era di creare un’azienda famigliare nel mio Paese di nascita e mi ispiravo molto a quello che aveva mio nonno prima della Seconda Guerra mondiale. Sono riuscito a realizzare quel mio sogno, infatti pochi anni dopo è nata la nostra azienda di agri-turismo, che sin dall’inizio ha destato l’attenzione dei media locali e di quelli internazionali.
C’è un’espressione romana che ti ha colpito in modo particolare?
Una tipica espressione romana che mi piace molto è: “Mangia bene, ridi spesso, ama molto”.
ANTICO ARCO RESTAURANT
«Esperienza culinaria raffinata con una significativa influenza della cucina romana»: così un “food lover” descrive le sue sensazioni mentre si tuffa nel menù di questo bellissimo ristorante. Fondata nel 1996 sulla sommità del colle del Gianicolo, in Piazzale Aurelio 7, Antico Arco occupa un posto molto speciale nel cuore dei suoi clienti. Grazie al grande amore, passione e duro lavoro del suo staff, il ristorante non manca di soddisfare il palato anche del cliente più esigente. L’Executive chef Fundim Gjepali, oggi tra i proprietari del ristorante, ha saputo creare un team d’eccellenza per poter offrire i suoi migliori piatti alla clientela in modo accogliente e ospitale.

PADAM RESTAURANT & BOUTIQUE HOTEL
Il luogo più amato dall’élite della capitale albanese. Ma non solo. L’esperto chef Fundim Gjepali ha accettato una dura sfida creando questo gioiello nella zona più influente e centrale della città. Il menu è unico e i prodotti sono tra i migliori del Paese. Il concept di Padam è stato ideato con l’intento di creare una fuga urbana unica nel suo genere, adattandola esclusivamente all’ospite e concentrandosi sulla fornitura di un’esperienza lussuosa e unica. Che si tratti delle calde e invitanti camere dai soffitti alti della villa o delle colorate oasi del giardino e delle verande circostanti, c’è un’esperienza Padam ideale per ogni stagione, tutto l’anno.

GJEPALI AGRITURISMO
Rappresenta l’eredità di una lunga storia di 6 generazioni, dove l’amore per la terra e il cibo è stato coltivato ed ereditato. Ci vogliono solo venti minuti in auto per raggiungere il ristorante, sia che si tratti di una riunione di famiglia, di una festa di compleanno o di un bel fine settimana fuori dalla rumorosa capitale. Una volta varcato l’ingresso si avverte l’ospitalità e il calore del personale che è per lo più legato alla famiglia: ci si rende immediatamente conto del grande impegno di tutti per offrire un’esperienza davvero indimenticabile.

