L’Albania entra prepotentemente nella storia del ciclismo mondiale, ospitando la partenza del Giro d’Italia, edizione numero 108.Dopo sinergie di carattere politico, economico e turistico, arriva dunque anche un ‘matrimonio’ sportivo di altissimo livello, visto che si tratta di una delle tre corse ciclistiche più importanti del mondo insieme a Tour de France e Vuelta. Sono addirittura tre le tappe ‘made in Albania’, con l’ultima (in calendario l’11 maggio) che coincide con il giorno delle elezioni parlamentari che vede Edi Rama puntare, da super favorito, al quarto mandato. Non è un caso che il Primo Ministro abbia fortemente voluto nella sua terra il Giro d’Italia, vetrina preziosissima agli occhi del mondo, splendida opportunità per una grande festa popolare e ulteriore avvicinamento all’Unione Europea. La sua soddisfazione Rama l’ha espressa durante la presentazione ufficiale del Giro avvenuta lo scorso 13 gennaio a Roma. «Fino a qualche anno fa noi eravamo chiusi come la Corea del Nord – ha detto il Primo Ministro – e l’unico modo per collegarci con il mondo erano televisione e radio italiana: seguivamo la corsa, facevamo il tifo. Lo sport italiano ci ha aiutato a essere coscienti che al di là del mare ci fosse un’altra vita. Essere qui oggi, con l’Albania inclusa in tutto questo, è come una favola».
Nella stessa occasione Urbano Cairo, presidente di RCS MediaGroup, società che organizza il Giro, ha ‘benedetto’ la storica prima volta della ‘Corsa Rosa’ nel Paese delle Aquile. «C’è stata una grande lungimiranza da parte dell’Albania – ha sottolineato l’imprenditore – perché il Giro è uno degli eventi più seguiti al mondo, con duecento nazioni collegate alla corsa che viene vista in televisione da 700 milioni di persone. Per l’Albania che vive molto di turismo ed è in forte crescita si tratta di una grande promozione». Già il turismo. Nel 2024 il Paese delle Aquile ha fatto registrare la cifra record di un milione e 400mila presenze italiane (nel 2023 erano state 800mila). E quest’anno, grazie anche al Giro, in Albania si aspettano un ulteriore incremento. Così come sono attesi sulle strade, per applaudire i campioni della bici, migliaia di tifosi, con appassionati in arrivo non solo dall’Italia, ma dall’intera Europa. Tutto questo in un Paese dove il ciclismo è da sempre una realtà di nicchia, avarissima di corridori professionisti. E questo è un altro dei motivi che hanno spinto l’Albania a ospitare la ‘Corsa Rosa’, con la quale si cerca di dare finalmente slancio al movimento e far scattare la scintilla nei giovani, sempre più attratti dal mondo dorato del calcio.
Come detto, l’Albania e il ciclismo professionistico sono sempre stati mondi separati, a parte qualche rarissimo caso: come quello di Eugert Zhupa, una buona carriera stroncata nel 2019 da un automobilista pirata che lo travolse mentre si allenava sulle strade italiane. Per Eugert da Rrogozhine, 34 anni, fan dell’indimenticato Marco Pantani, oggi operaio a Scandiano (Reggio Emilia), non poter prendere parte al Giro nella sua Albania è un cruccio enorme. Sarebbe stato il diamante di una carriera che lo ha visto al via di 4 Giri d’Italia e vincitore di 7 titoli di Albania (3 a cronometro). Doveva andare così.
Ma entriamo nel dettaglio delle tre tappe che si svolgeranno il 9, 10 e 11 maggio. Il via ufficiale della ‘Corsa Rosa’ con la Durazzo-Tirana di 164 chilometri: si parte in riva al mare e si va verso l’entroterra, per incontrare, dopo una settantina di chilometri, la prima vera salita del Giro, quella che porta a Gracen (lunga 13,5 km con pendenza anche del 12%). Si arriverà poi a Tirana dove è previsto un circuito di 22,2 chilometri da percorrere due volte e caratterizzato dall’impegnativo strappo di Surrel che andrà superato l’ultima volta a meno di 12 km dal traguardo. Il giorno dopo spazio agli specialisti del cronometro – con l’individuale di 13,7 km – che si svolgerà interamente sulle strade di Tirana. Tappa pianeggiante, con una parte centrale caratterizzata dalla leggera salita di Sauk di circa un chilometro e mezzo. Domenica terza e ultima tappa in terra albanese con partenza e arrivo a Valona per un totale di 160 chilometri. Un tracciato impegnativo, basti pensare che solo 30 km sono pianeggianti. A decidere le sorti della corsa sarà il Passo di Llogara (10,7 km al 7,4%), da superare a 39 km dal traguardo.Dopo una tre giorni che lascerà una traccia indelebile nella storia del ciclismo, la Carovana del Giro si imbarcherà al porto di Valona per fare ritorno in Italia, dove, dopo un giorno di riposo, la corsa riprenderà con la tappa Alberobello-Lecce.
Chiudiamo con i numeri piccolo vademecum del Giro 2025. Ci sono 2 crono, 6 tappe per velocisti, 8 di media montagna e 5 di alta montagna. Circa trentotto, invece, i chilometri di sterrato, trenta di strade bianche nel finale della tappa di Siena e otto sul Colle delle Finestre che per la terza volta nella sua storia sarà anche La Cima Coppi con i suoi 2.178 metri di altitudine. La Montagna Pantani sarà il Passo del Mortirolo, mentre la ‘Tappa Bartali’ è la Gubbio-Siena, con arrivo in Piazza del Campo.
A fare la storia, però, saranno ovviamente i ciclisti.E se il campione uscente, Tadej Pogacar, e del suo grande rivale, Jonas Vingegaard, al 99% non ci saranno, c’è chi ha già confermato la presenza come Primoz Roglic (vincitore 2023), Jay Hindley (vincitore 2022) ed Egan Bernal (vincitore 2021). Tra gli italiani, Antonio Tiberi, maglia bianca di miglior giovane dello scorso anno, sarà sicuramente al via.
Nato nel 1909 per volere de La Gazzetta dello Sport, il Giro d’Italia è diventato in poco tempo una delle corse ciclistiche più amate al mondo. La prima edizione partì il 13 maggio 1909 da Piazzale Loreto a Milano: 8 tappe faticose verso sud, fino a Napoli, vinte da Luigi Ganna della squadra Atala, dando inizio alla leggenda della Corsa Rosa.Attraverso le sue strade, montagne e città, ha regalato momenti epici: le rivalità tra Coppi e Bartali, le salite leggendarie come lo Stelvio e il Mortirolo, e le maglie rosa che hanno fatto la storia del ciclismo.Dal 1965, il Giro ha iniziato a varcare i confini nazionali, con partenze all’estero che hanno portato la corsa in luoghi come Atene, Amsterdam e Gerusalemme. Quest’anno, però, il Giro segna un nuovo capitolo: per la prima volta partirà dall’Albania, da Durazzo, città affacciata sull’Adriatico. L’Albania, con le sue montagne selvagge e le sue coste mozzafiato, offre uno scenario unico per la Grande Partenza. Durazzo, una delle città più antiche dei Balcani, con il suo Anfiteatro romano, il Castello e la Torre veneziana, accoglierà i corridori e i tifosi in un’atmosfera ricca di tradizione e modernità.Dopo aver attraversato l’Albania, il Giro tornerà in Italia, dove i corridori affronteranno le tappe più iconiche, dalle Alpi agli Appennini, fino alla finale a Roma, la Città Eterna. L’arrivo nella capitale non è casuale: Roma, con la sua storia millenaria e i suoi monumenti, rappresenta il perfetto epilogo per una corsa che unisce tradizione e modernità.Il Giro 2025, con la partenza da Durazzo e l’arrivo a Roma, non è solo una competizione sportiva, ma un viaggio che celebra la bellezza, la cultura e l’unione tra i popoli.
