Il ritorno a casa di Palokë Laca: una collezione d’arte riscoperta che unisce Albania e Ungheria

A volte il passato non si limita a raccontare storie, ma diventa un ponte verso il futuro. È ciò che accade con la straordinaria vicenda di Palokë Laca, mercante d’arte albanese del XIX secolo, la cui collezione di 300 oggetti è custodita da oltre un secolo al Museo Etnografico di Budapest sotto il nome italianizzato di “Paolo Lazza”. Quello che sembrava un capitolo dimenticato della storia prende vita nel 2024, quando il Museo di Budapest decide di approfondire le origini di questa collezione, avviando un dialogo con i musei e gli eredi di Laca a Scutari. Attraverso incontri, ricerche e collaborazioni internazionali, la figura di Palokë Laca torna a unire Albania e Ungheria, musei e famiglie, passato e futuro. Un foulard di seta disegnato da un pronipote di Laca, ispirato dai costumi tradizionali della collezione, diventa simbolo di questa rinascita culturale. E mentre si prepara una mostra a Scutari per celebrare questa riscoperta, la storia di Laca ci ricorda che l’arte non conosce confini: è un linguaggio universale che sa creare connessioni inaspettate e durature.

Per raccontare la nostra breve storia, dovremo partire dall’anno 1911, dalla capitale dell’Ungheria. AlMuseo Etnografico di Budapest, PalokëLaca (1854-1936) è conosciuto come mercante d’arte proveniente dall’Albania, da Scutari precisamente, sotto il nome italianizzato Paolo Lazza. Era prassi,all’epoca, italianizzare i nomi degli albanesi entrati in contatto con la lingua e la cultura italiana (attraverso percorsi di studi laici e religiosi e di scambi commerciali). Si decide, pertanto, che si vuole sapere di più sui 300 oggetti (costumi tradizionali con accessori in metallo e oggettistica in legno), che portano il nome di Laca, di cui il Museo è entrato in possesso, appunto, nel lontano 1911. Con tale proposito, nella primavera del 2024,ad alcuni musei d’Albania, da Budapest, viene inoltrata una richiesta di informazioni sul cittadino scutarino del quale possiedono una collezione di oggetti considerevole. A contattare gli eredi di Laca a Scutari ci penserà Luçjan Bedeni, direttore del Marubi, il Museo Nazionale della Fotografia a Scutari. Inizia così uno scambio di informazioni e di relazioni incentrate sulla figura di Palokë Laca, che interconnette così musei, persone, famiglie e insieme ad essi anche un saper fare futuro dell’arte e del proprio agire. Gli eredi sono a conoscenza dei viaggi che fece in Europa, ma ignorano l’esistenza della collezione che porta il suo nome al Néprajzi Múzeum. E mentre Budapest vuole approfondire lo studio su Laca, i suoi discendenti sono commossi del suo ritorno a casa.Per concretizzare quanto avvenuto e per approfondire la storia della collezione “Paolo Lazza”, nel settembre del 2024, le due museologhe Boglárka Mácsai e Vera Schleicher visitano Scutari e Tirana. Nella loro relazione riporteranno i riscontri che ebbero dall’incontro con colleghi della Fototeca Marubi e del Museo di Scutari, e naturalmentecon gli eredi che andarono a visitare nella casa natale di Laca, a Scutari. Uno dei suoi pronipoti, Jozef Martini, designer, attivo in Italia, presente all’incontro, mosso dallo stupore dell’effetto sorpresa per la scoperta della collezione del bisnonno, ispirato, inoltre, dalla collezione innovativa, capace di intrattenere le generazioni e di creare possibilità, comunione tra paesi, istituzioni, persone, gli dedica un foulard di seta che rivalorizza dettagli dell’abbigliamento della donna cattolica scutarina. Questo incontro plurimo tra arte,itinerari, istituzioni, persone, paesi, oltre a segnare un lieto eventoe un continuo ritrovarsi a casa spinge, inoltre, verso nuove partenze. Infatti, a seguito dell’incontro, le parti coinvolte, nella storia svelata nella collezione “Europa” del Néprajzi Múzeum, dove si trova anche il contributo di Palokë Laca, Luçjan Bedeni, direttore del Museo Marubi (Scutari), la curatrice Kim Knoppers (Holada) e il designer Jozef Martini (Italia) visitano il Museo Etnografico di Budapest e, dall’incontro con il direttore Lajos Kemecsi  e con museologhi del Néprajzi Múzeum di Budapest, nasce il progetto di una mostra nella sua terra. Quest’ultima buona nuova lo fanno sapere il Ministero della Cultura, lo stesso Primo Ministro dell’Albania e il Museo Marubi, organizzatore della mostra che verrà inaugurata nel giugno prossimo a Scutari.

Eliana Leshaj

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