La confessione di Rozafa

«Sotto l’illusione che una donna vale meno di un uomo, Mi hanno murato.
Sotto l’idea che si è nutrito del mio sangue,
Il castello trovò la forza di resistere.
Sotto l’imbarazzo che potesse essere chiamato a testimoniare,
Drini (fiume) continuò per la sua strada.
Sotto lo stemma del sacrificio umano,
Mi hanno trasformato in una leggenda.
Con il pretesto che tutti avevano ragione
Ho murato dentro di me anche la parola “omicidio”»

 

Un racconto popolare albanese profondamente radicato nella storia e nella cultura di Scutari, una città nel nord dell’Albania. La leggenda di Rozafa narra la costruzione del Castello di Rozafa, noto anche come Castello di Scutari, situato su una collina rocciosa vicino alla confluenza dei fiumi Buna, Drin e Kir. Una volta, nell’antica città di Scutari, la gente decise di construire un castello per prottegersi dai invasioni e attachi di eserciti stranieri. Cominciarono a costruire il castello ma per una cattiva sorte, i muri del castello crollarano durante la notte. Nella disperazione la gente chiese aiuto a un vecchio saggio, il quale disse loro che per garantire la stabilità dei muri del castello avrebbero dovuto sacrificare qualcuno che amavano, seppellendolo tra le mura. Secondo il vecchio saggio questo sacrificio avrebbe allontanato la cattiva sorte e protetto il castello in costruzione. I tre fratelli che dirigevano i lavori discussero tra di loro la questione. Ogni fratello aveva una moglie e così decisero di affidarsi al destino sacrificando una delle tre consorti: colei che il giorno successivo avesse portato loro il pranzo sarebbe stata  sacrificata per il bene del castello. Rozafa, la moglie del fratello più giovane fu scelta dal destino, però loro mantennero segreta la loro decisione fino al giorno successivo in cui ella arrivò con il pranzo. Le spiegarono la situazione. La donna accettò questo suo terribile destino: chiese però che le venisse lasciato scoperto il seno destro in modo che potesse continuare ad allatare il suo bambino. I fratelli accettarono quella sua richiesta e poi continuarono a costruire il castello. La leggenda racconta che, durante la costruzione delle mura, Rozafa si transformò in pietra diventando parte integrante del castello. Per questo motivo viene ancora oggi chiamato il Castello di Rozafati.

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