L’Albania utilizza ChatGPT. E si allinea alle norme dell’UE

L’Albania vuole usare l’intelligenza artificiale per velocizzare il suo percorso di adesione all’Unione Europea. Il Paese balcanico è in “sala d’attesa” per l’Europa da 15 anni: la domanda di adesione risale al 2009, mentre lo status di “candidato” lo ha ottenuto nel 2014. Nonostante la lunga attesa, oltre il 97% della popolazione albanese rimane a favore dell’adesione.

Grazie a un accordo stretto con Mira Murati, Chief Technology Officer di OpenAI e cittadina albanese, la società di ricerca e sviluppo AI programmerà un chatbot appositamente studiato per le esigenze del Governo guidato dal socialista Edi Rama.

Il piano è di impiegare il chatbot di OpenAI, ChatGPT, per tradurre migliaia di pagine di misure e disposizioni legali dell’UE in Gjuha Shqipe (lingua albanese) e integrarle nelle strutture legali esistenti. Secondo il Primo Ministro, ChatGPT verrà utilizzato dal Governo albanese per fornire una panoramica dettagliata di quali e dove devono essere apportate modifiche alla legislazione locale per allinearsi alle norme dell’UE. Fornirà inoltre un’analisi dell’impatto di tutte le misure e le modifiche, che di solito richiedono molti esperti e molto tempo.

L’uso di un modello linguistico generativo personalizzato dovrebbe drasticamente ridurre le tempistiche ed eliminare “l’esercito di traduttori e i battaglioni di avvocati che costano milioni di euro”, impiegati finora per il lavoro di traduzione e adattamento, ha affermato scherzosamente Edi Rama.

Qualche settimana fa, al vertice dell’UE a Bruxelles, il Primo Ministro ha presentato il progetto e un test del «modello albanese di intelligenza artificiale per l’interposizione della legislazione per un totale di 280mila pagine di misure legali dell’UE». Rama ha anche annunciato che l’intelligenza artificiale sostituirà gran parte dei servizi dell’amministrazione locale e nazionale, in particolare negli appalti pubblici, nel tentativo di reprimere la corruzione.

Quest’ultima secondo il primo ministro deriva sia da sistemi “arcaici” sia da un numero eccessivo di funzionari e commissari. L’intelligenza artificiale potrebbe aiutare a spazzare via una serie di passaggi, aumentando il livello di trasparenza: «introdurremo gli appalti con l’IA… perché i dati saranno presi dall’IA e non dall’individuo o dall’azienda, e questo sarà trasparente per tutti». Con l’ultimo progetto lanciato da Rama, l’Albania sarebbe il primo Paese a utilizzare l’Intelligenza Artificiale per accelerare il processo di adesione al blocco europeo. Se dovesse avere successo, si prevede un impatto significativo per gli altri Paesi candidati. E Bruxelles avrebbe una scusa in meno per non accoglierli nella “Famiglia d’Europa”.

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