La forza del Made in Italy Albania si conferma un tema centrale nel dialogo economico tra i due Paesi. È quanto emerso dalla tappa internazionale del Roadshow della Made in Italy Community, ospitata presso la Piramida di Tirana, uno degli spazi simbolo della nuova Albania orientata all’innovazione e alla crescita. L’iniziativa, ideata da Roberto Santori, ha riunito istituzioni, imprenditori e rappresentanti del mondo economico italiano e albanese per riflettere sul valore dell’eccellenza italiana nei mercati globali e sulle prospettive future delle relazioni economiche nell’area balcanica.
Tirana al centro del dialogo tra Italia e Balcani
L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto sulle opportunità offerte dalla cooperazione economica tra Italia e Albania. Alla serata hanno preso parte numerose personalità istituzionali, tra cui Enkelejd Musabelliu, Vice Ministro dell’Economia e dell’Innovazione dell’Albania, Matteo Picariello, Direttore ICE Tirana e PdC Pristina, Mario De Rosa, Primo Segretario dell’Ambasciata d’Italia in Albania, e Claudio Michelacci, Vicepresidente di Confindustria Albania. Nel corso degli interventi è emerso come l’Albania stia assumendo un ruolo sempre più strategico quale ponte naturale tra l’economia italiana e i mercati dei Balcani. Un contesto che offre nuove opportunità alle aziende italiane interessate a sviluppare relazioni commerciali e industriali in un’area in costante evoluzione.“Raccontare il Made in Italy a Tirana significa raccontare un’Italia capace di innovare, esportare e creare valore attraverso le persone e una visione internazionale sempre più aperta al futuro”, ha dichiarato Roberto Santori, fondatore della Made in Italy Community.

Made in Italy Albania tra identità e aspirazione
Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stata la presentazione della ricerca realizzata da TP Italia e TP Infinity sulla percezione del Made in Italy in Italia, nei mercati internazionali e in Albania.Lo studio, che ha coinvolto oltre 1.800 consumatori, fotografa un marchio che continua a essere tra i più riconosciuti e apprezzati al mondo. Qualità, stile, tradizione e desiderabilità restano i pilastri principali dell’immagine internazionale del Made in Italy. L’indagine mette però in evidenza una differenza culturale interessante. In Italia il Made in Italy viene percepito soprattutto come espressione di identità nazionale e patrimonio produttivo. In Albania, invece, il marchio italiano assume una dimensione più aspirazionale, diventando simbolo di qualità della vita, eleganza e successo. Il 45% degli italiani associa il Made in Italy alla qualità artigianale, il 19% alla tradizione e il 18% alla creatività. In Albania, invece, il 30% degli intervistati collega il brand alla qualità artigianale, il 28% al lusso e il 19% alla tradizione.
Moda e gastronomia restano i simboli dell’eccellenza italiana
Tra i settori più identificati con il Made in Italy emergono ancora una volta la moda e la gastronomia. L’88% degli intervistati internazionali considera la moda uno dei principali simboli dell’eccellenza italiana. Molto elevato anche il riconoscimento della tradizione gastronomica italiana, indicata dall’82% del campione.Un dato particolarmente interessante riguarda il comparto della pelletteria. All’estero questo settore ottiene livelli di riconoscimento persino superiori rispetto a quelli registrati tra gli stessi consumatori italiani, confermando la capacità del saper fare manifatturiero italiano di mantenere una forte attrattività sui mercati globali.
Competitività elevata ma restano alcune sfide
La ricerca conferma la solidità della reputazione internazionale del Made in Italy. Otto consumatori su dieci ritengono infatti che i prodotti italiani siano competitivi a livello globale. Anche in presenza di eventuali dazi o aumenti di prezzo, il 62% dei consumatori stranieri dichiara che continuerebbe a scegliere prodotti italiani. In Albania questa percentuale si attesta al 44%, un dato comunque significativo che testimonia la fiducia verso la qualità delle produzioni italiane. Accanto agli elementi positivi emergono però alcune criticità che richiedono attenzione. In Italia la principale minaccia percepita resta la contraffazione, indicata dal 65% degli intervistati. Seguono gli elevati costi di produzione e la crescente difficoltà nel reperire giovani professionisti qualificati. Nei mercati internazionali, invece, le preoccupazioni riguardano soprattutto la capacità delle imprese italiane di innovare, intercettare i nuovi trend e attrarre competenze adeguate alle trasformazioni tecnologiche in corso.
Giovani, innovazione e intelligenza artificiale per il futuro
Uno dei temi più discussi durante il Roadshow è stato il rapporto tra il Made in Italy e le nuove generazioni. Il 92% degli italiani si dichiara orgoglioso se un giovane della propria famiglia sceglie di lavorare in un’azienda che rappresenta l’eccellenza produttiva nazionale. Tuttavia questo prestigio non sempre si traduce in una reale attrattività professionale. Secondo gli intervistati, per rendere il settore più competitivo agli occhi dei giovani sono necessari investimenti concreti in innovazione, tecnologie avanzate, percorsi di crescita internazionale e retribuzioni più competitive.Grande attenzione è stata dedicata anche all’intelligenza artificiale. Il 50% dei consumatori ritiene infatti che l’integrazione tra competenze artigianali e nuove tecnologie rappresenti una condizione indispensabile per mantenere competitivo il Made in Italy nei prossimi anni.

Una piattaforma internazionale per costruire nuove connessioni
La tappa di Tirana ha confermato il ruolo della Made in Italy Community come piattaforma di dialogo internazionale capace di mettere in relazione imprese, istituzioni, territori e nuove generazioni. Il messaggio emerso dall’evento è chiaro: la tradizione resta un patrimonio fondamentale, ma da sola non basta più. La competitività futura del sistema produttivo italiano dipenderà dalla capacità di unire identità, innovazione, formazione e apertura ai mercati globali. In questo scenario, l’Albania si conferma un partner sempre più rilevante e un interlocutore strategico per consolidare la presenza del Made in Italy nei Balcani e nelle nuove geografie dell’economia internazionale.
