Modello Albania migranti: criticità nel 2025

Modello Albania migranti

Modello Albania migranti: un nuovo paradigma nelle politiche migratorie

Il Modello Albania migranti rappresenta uno dei cambiamenti più discussi delle politiche migratorie italiane degli ultimi anni. L’introduzione del Protocollo Italia-Albania, firmato nel novembre 2023, e le successive modifiche legislative apportate dal Decreto Legge n. 37/2025 hanno ridefinito il trattamento delle persone migranti, segnando una svolta restrittiva e punitiva. ASGI e numerose organizzazioni hanno denunciato fin dall’inizio le criticità di questo modello, sottolineando come esso ponga le basi per violazioni dei diritti fondamentali e per forme di detenzione illegittima, in contrasto con principi costituzionali e norme internazionali.

Modello Albania migranti: trasferimenti e trattenimenti

Il Protocollo consente di trasferire in Albania richiedenti asilo provenienti da Paesi considerati “sicuri”, trattenendoli negli hotspot di Shengjin e nei CPR di Gjader per esaminare le richieste di protezione internazionale tramite procedure accelerate. Il Decreto Legge 37/2025 ha ampliato ulteriormente il sistema, introducendo il trasferimento coatto di persone già trattenute nei CPR italiani. Una misura che, secondo ASGI e la Corte di Cassazione, non risponde a esigenze logistiche ma configura un trattamento punitivo. L’ordinanza n. 23105/2025 della Cassazione, con rinvio alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), evidenzia gravi dubbi di legittimità, chiedendo di verificare la compatibilità dell’intero impianto con il diritto UE.

Modello Albania migranti: violazioni documentate

Le missioni di monitoraggio condotte dal Tavolo Asilo e Immigrazione, con il supporto di parlamentari italiani ed europei, hanno evidenziato violazioni sistemiche:

  • trasferimenti forzati senza adeguata comunicazione;
  • condizioni di trasporto degradanti, con uso di manette e fascette;
  • gravi sofferenze psicofisiche tra i migranti trattenuti;
  • ostacoli all’accesso legale e mancanza di informazioni sui procedimenti;
  • condizioni inadeguate e lesioni del diritto alla salute.

Questi elementi delineano un quadro incompatibile con le direttive europee in materia di asilo e accoglienza.

Modello Albania migranti: la questione europea

Il Modello Albania migranti solleva questioni cruciali di diritto europeo. Rimpatri effettuati dall’Italia utilizzando infrastrutture albanesi, come quello del 9 maggio 2025 verso l’Egitto, mettono in discussione la conformità con la Direttiva Rimpatri dell’UE. Secondo ASGI, l’Italia non può garantire in Albania il rispetto delle garanzie previste dal diritto europeo, come la proporzionalità dell’uso della forza e un monitoraggio indipendente delle operazioni. Nonostante ciò, il governo continua ad applicare il protocollo, in attesa di un pronunciamento definitivo della CGUE.

Un modello che minaccia i diritti di tutti

Il Modello Albania migranti non riguarda solo i richiedenti asilo: rappresenta un laboratorio di pratiche che, se normalizzate, potrebbero estendersi ad altri ambiti sociali, riducendo progressivamente le garanzie costituzionali per tutti. Come sottolineato da ASGI, contestare questo modello significa difendere la democrazia, la centralità dei diritti umani e il rispetto dello Stato di diritto.

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